📚 Materiale di Studio: Qualità e Conversione dei Dati nei Sistemi Informativi Geografici (GIS)
Fonte: Questo materiale di studio è stato compilato da un testo copiato e incollato ("Introduzione ai Sistemi Informativi Geografici" di Giovanni Biallo) e da una trascrizione di una lezione audio.
Introduzione alla Qualità dei Dati Geografici nei GIS
Nel campo dei Sistemi Informativi Geografici (GIS), la qualità dei dati è un pilastro fondamentale che determina l'affidabilità e l'utilizzabilità delle informazioni. Quando si importano dati geografici, specialmente vettoriali, da fonti esterne per integrarli o inserirli in un database relazionale, è cruciale eseguire un'analisi approfondita della congruenza logica. Questo processo è indispensabile per identificare ed eliminare errori formali che potrebbero compromettere l'efficacia e la validità dell'intero sistema.
⚠️ Importante: La ricerca degli errori si concentra sui controlli di accuratezza strutturale formale, sugli errori topologici e sulle incoerenze logiche. Non include i controlli di accuratezza posizionale e tematica, che non sono automatizzabili e richiedono metodologie di verifica differenti.
L'attività di controllo di questi errori può essere automatizzata tramite funzioni tipiche dei software GIS e di gestione di database alfanumerici. Nelle banche dati geografiche di grandi dimensioni, questa automazione è non solo consigliabile ma indispensabile, ripagando l'investimento iniziale con una maggiore integrità e coerenza dei dati.
1. Ricerca e Tipologie di Errori nei Dati Geografici Vettoriali
I dati vettoriali, rappresentando le caratteristiche geografiche come punti, linee e poligoni, sono particolarmente suscettibili a specifici tipi di errori che possono compromettere l'analisi spaziale. La loro corretta gestione è vitale.
1.1 Controlli Formali ✅
Questi controlli rappresentano il primo livello di verifica e assicurano che:
- Il formato dei file sia corretto.
- Il contenuto sia presente.
- Il contenuto rispetti i parametri specificati.
💡 Esempio: I file di trasferimento dati spesso includono record di intestazione che forniscono informazioni essenziali come il numero di linee, nodi, poligoni, l'estensione geografica (finestra), il numero di attributi (per dati vettoriali) o il numero di righe, colonne e bande (per dati raster). Questi parametri permettono una verifica formale del contenuto. I controlli formali si estendono anche alle tabelle degli attributi, verificando l'ordine e la correttezza dei nomi, che devono essere conformi al modello dati stabilito.
1.2 Controlli Topologici (Specifici per Dati Vettoriali) 🗺️
Questi controlli si riferiscono esclusivamente ai dati con struttura vettoriale e mirano a identificare errori facilmente riscontrabili attraverso l'analisi della struttura topologica. Sono funzionalità comuni nei software GIS commerciali e possono essere proceduralizzate.
Gli errori topologici sono normalmente generati in fase di digitalizzazione o di sovrapposizione di strati informativi e identificano incongruenze.
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Per le Linee:
- Linee non connesse: Segmenti che dovrebbero incontrarsi ma non lo fanno.
- Pseudonodi: Nodi intermedi che dividono linee con le stesse caratteristiche descrittive, creando segmenti superflui.
- Linee duplicate: Due o più linee che occupano la stessa posizione.
- Appendici superflue: Segmenti di linea che si estendono oltre il punto di connessione previsto.
- Micro-divergenze: Piccole interruzioni o sovrapposizioni tra linee che dovrebbero essere continue.
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Per i Poligoni:
- Poligoni non chiusi o incompleti: Poligoni con contorni aperti o non definiti.
- Poligoni senza identificativi: Poligoni a cui manca un attributo identificativo univoco.
- Micro-poligoni o poligoni asola: Poligoni estremamente piccoli o con auto-intersezioni, spesso generati dalla sovrapposizione di più poligoni.
- Poligoni adiacenti con le stesse caratteristiche descrittive: Situazione illogica, a meno che non sia esplicitamente indicata nel modello dati, che suggerisce un errore di classificazione o digitalizzazione.
💡 Esempio: Poligoni adiacenti con gli stessi attributi o linee separate da un nodo ma con le stesse caratteristiche descrittive sono situazioni illogiche che possono essere giustificate solo se indicate esplicitamente nel modello.
1.3 Controlli di Coerenza Logica 🧠
Consistono nella verifica degli attributi descrittivi. Possono essere eseguiti utilizzando funzioni di software per la gestione di database alfanumerici, personalizzate per verificare che ogni attributo risponda a requisiti specifici:
- Formato: Tipo di dato corretto (es. numerico, testuale).
- Intervallo o Classe: Valori all'interno di un range accettabile o appartenenti a una classe predefinita.
- Congruenza con valori di altri attributi: Coerenza tra attributi correlati.
1.4 Funzioni di Editing ✏️
Le funzioni di editing sono essenziali per adattare le informazioni acquisite al modello dati predefinito, permettendo modifiche e correzioni oltre alle funzionalità classiche per l'acquisizione manuale dei dati.
2. Conversione tra Formati di Dati Vettoriali
La conversione tra formati di dati vettoriali è un'operazione complessa che presenta diverse sfide. Riguarda essenzialmente le trasformazioni (nei due sensi) tra formati topologici proprietari e:
- Formati topologici proprietari di altri software GIS.
- Formati Map-oriented o CAD.
- Metaformati.
- Formati ASCII.
2.1 Conversione tra Formati Topologici Proprietari 🔄
Il software GIS deve disporre delle funzionalità di conversione necessarie per l'importazione/esportazione dei dati. Le funzionalità più sofisticate permettono anche la conversione della struttura topologica.
⚠️ Attenzione: La struttura fisica e la topologia di questi formati sono quasi sempre differenti. Nel passaggio, si può verificare una perdita o una modifica dell'informazione. 💡 Esempio: La conversione da una topologia "arco-nodo" a una "totalmente poligonale" comporta la perdita delle informazioni topologiche di relazione tra gli elementi e la duplicazione delle linee che dividono i poligoni.
2.2 Conversione da Formati Map-oriented o CAD 📉
Questa conversione genera una serie di problemi complessi, principalmente legati alla ristrutturazione dei dati in livelli informativi e oggetti, e alla successiva costruzione della topologia.
- Logica differente: I formati Map-oriented e CAD archiviano i dati per la rappresentazione grafica, non per l'analisi spaziale. La logica GIS-oriented richiede dati organizzati omogeneamente per categorie di oggetti (es. corpi idrici, strade, edifici).
- Processo di conversione: 1️⃣ Selezionare categorie o livelli dal formato Map-oriented/CAD. 2️⃣ Convertirli in file separati di formato topologico (se c'è corrispondenza con il modello dati GIS). 3️⃣ Controllare le congruenze topologiche (poligoni chiusi, archi appesi). 4️⃣ Costruire la topologia. 5️⃣ Attribuire codici identificativi e di classificazione agli elementi geografici.
⚠️ Sfide: Spesso, non è possibile una conversione automatica, richiedendo un lungo lavoro di editing o addirittura la ridigitalizzazione. Questo accade perché alcuni formati CAD archiviano le informazioni come appaiono sulla carta (es. linee tratteggiate come tante piccole linee, retini di riempimento come linee parallele). Tali "disegni" sono praticamente inconvertibili e possono servire solo come base per la digitalizzazione manuale.
💡 Esempio (Mappa Catastale da CAD): Se si acquisisce una mappa catastale in formato CAD (es. DXF) con geometria e codici delle particelle come annotazioni, e il modello dati GIS prevede una copertura poligonale con classificazione (edifici, terreni, strade) e attribuzione del codice di particella:
- Sarà necessario convertire i livelli geometrici del DXF nel formato topologico.
- Costruire la topologia e controllare le congruenze.
- Classificare i singoli poligoni e attribuire manualmente i codici usando il DXF come sfondo.
2.3 Conversione da Metaformati e Formati ASCII 📊
Queste conversioni sono frequenti per dati da enti cartografici istituzionali o per trasferimenti tra sistemi senza conversione diretta.
- Natura "neutra": Metaformati e formati ASCII sono strutturati solo per il trasferimento dati e non sono direttamente utilizzabili dai software GIS. Hanno una struttura dichiarata, permettendo la creazione di procedure di conversione.
- Distinzione:
- Formati ASCII: Spesso definiti dai produttori di software per import/export. Possono non contemplare l'aspetto topologico, contenendo solo informazioni di base che devono essere ricostruite. 💡 Esempio: Una mappa tematica di uso del suolo in ASCII con contorni dei poligoni come sequenza di linee e un punto interno con codice. Si importano linee e punti, poi si ricostruisce la topologia per riconoscere i poligoni.
- Metaformati: Considerati standard di trasferimento (es. NTF per il Catasto, DIGEST per l'Istituto Geografico Militare). Possono contenere anche gli aspetti topologici. Sono strutture di record definite, personalizzate dagli enti e spesso supportate dai GIS commerciali.
3. Conversione tra Formati di Dati Raster
Attualmente, le conversioni tra formati di dati raster sono generalmente meno necessarie, poiché i software GIS moderni leggono una vasta gamma di formati.
- Casi specifici: Una conversione è necessaria se si desidera utilizzare un formato che includa il file di georeferenziazione (es. GeoTIFF).
- Compressione: Esistono formati raster che comprimono notevolmente le immagini, riducendo l'occupazione di memoria e facilitando la consultazione (anche via Internet). Software specifici sono usati per la conversione, mentre moduli software integrati nei GIS commerciali permettono la consultazione.
⚠️ Avvertenza sulla Compressione: La compressione può modificare il contenuto dell'immagine. Anche se a volte impercettibile all'occhio umano, questa modifica può essere determinante per analisi ed elaborazioni complesse. 💡 Esempio: Immagini satellitari multibanda compresse e poi classificate con algoritmi statistici possono portare a risultati inattendibili. È cruciale valutare l'impatto della compressione sulla qualità dei dati prima di procedere con analisi che richiedono alta fedeltà.








